Ricerca :
27.11.2016
Torna all'elenco

CREA: IL PRODOTTO DI STAGIONE

All’interno dei mandarini e dei mandarino-simili, il gruppo numericamente e commercialmente più importante è rappresentato dalle clementine. Similmente a molte specie di Citrus originate da eventi di ibridazione naturale, anche il clementine è assurto a dignità di specie (Citrus clementina Hort. ex Tan.) ed oggi, per il numero notevole di cultivar selezionate al suo interno, costituisce un gruppo varietale come l’arancio Tarocco, Navel, il limone Femminello. 

Il clementine è stato isolato il secolo scorso in Algeria da frate Clemente e da quel momento in poi è stato propagato vegetativamente. Recentemente la disponibilità di un elevato numero di polimorfismi a singolo nucleotide hanno confermato che il clementine è un tangor, in quanto originato dal mandarino Avana e l’arancio dolce. 

Nell’ambito della produzione di mandarino e mandarino-simili dei Paesi mediterranei stimata intorno a 4.325.000 t (24,7% del totale), il clementine riveste una posizione preminente. In Italia la coltura del clementine ‘Comune’ si è estremamente specializzata e diffusa soprattutto in Calabria, Basilicata e Puglia, dove le condizioni pedoclimatiche hanno favorito l’ottenimento di soddisfacenti produzioni dotate di elevate caratteristiche qualitative e di completa apirenia, determinata dalla sua autoincompatibilità. Sicuramente questo aspetto, insieme alla facile sbucciabilità, hanno determinato il suo interesse che ha consentito in passato il raggiungimento di risultati lusinghieri nei mercati nazionali ed esteri. Recentemente l’aumento indiscriminato delle superfici investite a clementine, sia nelle regioni meridionali italiane (passate dai 12.778 ha del 1985 ai 29.507 del 2011), sia in Spagna (maggiore Paese esportatore nel bacino del mediterraneo) e Nord-Africa, ha però enormemente inflazionato l’offerta di questo frutto. 

La diffusione della coltura ha contribuito, nell’arco di un secolo, all’isolamento, per mutazione spontanee, di un notevole numero di selezioni che si sono diversificate dall’originario genotipo per varie caratteristiche, quali epoca di maturazione, pezzatura, colore della buccia, habitus della pianta, ecc. Per quanto riguarda l'epoca di maturazione si hanno a disposizione selezioni apirene di clementine più precoci rispetto al ‘Comune’, come ad esempio ‘Caffin’, ‘Spinoso’, ‘Corsica 2’, ‘SRA 89’, che maturano sin dal mese di ottobre (‘Caffin’, ‘Spinoso’, ‘Corsica 2’) fino agli inizi del mese di dicembre (‘SRA 63’). Negli ultimi anni sono state inoltre brevettate nuove selezioni ultra precoci, quali ‘Clemensoon’ e ‘Clemenruby’, che maturano già nel mese di settembre. Tra le varietà più tardive ricordiamo invece l’ ‘Hernandina’ e il ‘Tardivo’ che maturano dal mese di gennaio fino a metà febbraio. Sempre nell’ambito delle tardive, di recente l’IVIA (Spagna) ha rilasciato due nuove selezioni, ‘Nero’ e ‘Neufina’. L’utilizzo di varietà precoci o tardive rappresenta l’unica strategia vincente per garantire un buon profitto agli agricoltori. Risulta pertanto sempre maggiore la necessità di selezionare nuove varietà per coprire un più largo calendario di maturazione, e che siano dotate di un'ampia adattabilità per favorire la loro introduzione in diversi areali di coltivazione. L’allungamento del calendario di maturazione del clementine consente una migliore promozione commerciale nelle grandi catene di distribuzione a livello globale e riduce l’offerta concentrata in un periodo limitato, che sovente determina crisi di mercato. 

Da diversi decenni il gruppo di miglioramento genetico del CREA-ACM di Acireale, in collaborazione con tecnici e professionisti delle regioni meridionali, è impegnato nella ricerca di nuove selezioni migliorative. Una nuova selezione tardiva di clementine denominata ‘Sanzo’ è stata recentemente saggiata in diversi ambienti e sarà disponibile nei prossimi anni per la realizzazione di nuovi impianti. Rispetto al clementine ‘Hernandina’, che attualmente è la varietà tardiva più diffusa nel mediterraneo, il ’Sanzo’ non mostra alternanza di produzione e i frutti presentano una colorazione più uniforme. I frutti di ‘Sanzo’, come le altre varietà di clementine, sono apireni se coltivati lontano da impollinatori. Sempre rispetto al ‘Hernandina’, il ‘Sanzo’, anche se con una casistica limitata, non mostra i sintomi di marciume della corteccia delle branche principali dovuto ad attacchi di Phytophthora citrophthora. Il clementine ‘Sanzo’ per le sue caratteristiche favorevoli si ritiene possa essere idoneo ad integrare le attuali selezioni tardive di clementine e possiede le stesse caratteristiche nutraceutiche del clementine, che come tutti gli agrumi, si distingue per l’elevato contenuto in vitamina C.

Gruppo di Genetica del CREA di Acireale: Marco Caruso, Paola Caruso, Concetta Licciardello, Giuseppe Russo

CLICCA QUI E VISUALIZZA LA TABELLA NUTRIZIONALE